Controllo della tarma della cera e conservazione dei favi senza tarme della cera

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Controllo della tarma della cera e conservazione dei favi senza tarme della cera


La tarma della cera è una falena parassita le cui larve possono in pochi giorni danneggiare in modo irreparabile i telaini dove è stata la covata, con danni economici anche […]

frigorifero (o stanza fredda)
tavolette di zolfo (fumigazione)
bombola anidride solforosa
acido acetico
Bacillus turingensis
congelatore
anidride carbonica (fumigazione)

La tarma della cera è una falena parassita le cui larve possono in pochi giorni danneggiare in modo irreparabile i telaini dove è stata la covata, con danni economici anche seri. Le larve attaccano solo i telaini in cui è stata contenuta la covata in quanto si nutrono delle esuvie delle api, che sono ricche di proteine. La cera pura, dove non c’è mai stata covata non è attaccata dalla tarma e non necessita di particolari attenzioni contro questo insetto.

Per il controllo della tarma della cera si possono usare diverse strategie.

Conservazione dei telaini dove vi è stata della covata a temperature inferiori a 10 °C. A queste temperature le uova della tarma non si schiudono e quindi non nascono le larve che sono quelle che provocano il danno. In inverno quindi basta lasciare i telaini in locali non riscaldati, mentre in altri periodi è necessario stivarli in celle frigorifere.

© Peter Kozmus
© Filippo Jannoni Sebastianini

Un altro sistema è quello di abbattere le uova della tarma lasciando i telaini in congelatore per circa 48 ore. A quelle temperature le uova muoiono, dopodiché i telaini possono essere conservati anche a temperatura ambiente purché siano in contenitori dove le farfalle della tarma non possano raggiungerli per deporci sopra nuove uova.

I telaini possono essere protetti anche fumigandoli con i fumi di combustione dello zolfo. In genere si mettono i telaini in una pila di melari chiusa in cima con un coperchio e ci si brucia dentro uno o due dischetti di zolfo. Dopo di che i telaini trattati possono essere conservati anche a temperatura ambiente purché siano in contenitori dove le farfalle della tarma non possano raggiungerli per deporci sopra nuove uova.

Lo stesso tipo di trattamento lo si può effettuare ricorrendo all’uso di bombolette di anidride solforosa, da impiegare secondo le istruzioni riportate sull’etichetta della bomboletta.

© Filippo Jannoni Sebastianini
© Filippo Jannoni Sebastianini

Un altro metodo prevede l’uso di insetticidi biologici a base di Bacillus turingensis, da irrorare sui telaini. Il Bacillus turingensis infatti è letale per le larve di lepidotteri, ma innocuo per le api e per l’uomo. Una volta trattati e fatti asciugare all’aria, i telaini possono essere conservati anche a temperatura ambiente.

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