Uso di acido ossalico 

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Uso di acido ossalico 


L'acido ossalico è un principio attivo in grado di uccidere solo le varroe presenti al di fuori delle celle opercolate. Quindi è fondamentale fare i trattamenti in completa assenza di covata opercolata.

Farmaci veterinari registrati
Dispositivi per la somministrazione dei farmaci liquidi (siringhe, gocciolatori)
Dispositivi per la somministrazione dei farmaci per sublimazione (sublimatori)
Dispositivi di Protezione Individuale (DPI): guanti, tuta bianca, maschera antigas con filtri anti acido e antipolvere
Dispositivi per l'ingabbiamento della regina

Il trattamento con acido ossalico dovrebbe essere somministrato in assenza di covata opercolata, per garantire un’efficacia ottimale del trattamento.


La completa assenza di covata può essere ottenuta in condizioni naturali o artificiali.

La completa assenza di covata opercolata si può avere:

-in inverno per il freddo ed in estate (in alcune zone particolarmente calde del nostro Paese)

-appena viene raccolto uno sciame naturale

-asportando tutta la covata opercolata (vedere la pratica a questo link)

-ingabbiando la regina o confinandola (vedere la pratica a questo link)

Il trattamento con acido ossalico è autorizzato in apicoltura biologica. In apicoltura convenzionale è importante ricordare di ruotare i principi attivi con cui si trattano le api per evitare fenomeni di farmacoresistenza (anche se attualmente non è rilevata resistenza all’acido ossalico). L’acido ossalico liquido va somministrato in soluzione zuccherina.

Il trattamento con acido ossalico può essere fatto per gocciolamento del farmaco in forma liquida (o in glicerolo) o tramite sublimazione del farmaco mediante vari tipi di sublimatori disponibili in commercio. In ogni caso è necessario seguire attentamente le indicazioni riportate sui foglietti illustrativi dei farmaci ed adottare i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).

Nel caso di impiego dei farmaci per gocciolamento, è buona prassi dosare con siringa pulita, gocciolare lentamente sulle api ed operare in momenti della giornata in cui la maggior parte delle api sia nel nido (es. mattina presto o sera tardi) in modo da far entrare in contatto il farmaco con il maggior numero possibile di api. Se il farmaco è somministrato d’inverno è buona prassi anche intiepidire la soluzione.

L’impiego di sublimatori per la somministrazione dei farmaci a base di acido ossalico, sebbene molto comune, presenta numerosi svantaggi:

– la necessità di indossare DPI adeguati (tuta completa, maschera pieno-facciale con filtro anti acidi organici e antipolvere, ad es A2 P3)

-gli effetti postumi dei trattamenti (es. rischio d’inalazione di cristalli di acido ossalico che persistono all’interno del nido).

– la necessità di acquistare il sublimatore

– una difficoltà nel dosare il farmaco ed essere sicuri del contatto con tutte le api (dipendendo dal punto di inserimento del sublimatore).

In termini di vantaggi, occorre specificare che la sublimazione dell’acido ossalico garantisce maggior omogeneità di trattamento, tempi ridotti di simministrazione e permette di svolgere l’operazione senza dover aprire gli alveari.

E’ preferibile effettuare la sublimazione partendo dalla parte superiore dell’arnia, inquanto i vapori generati sono più pesanti e per gravità si diffondono in maniera più omogenea e capillare all’interno dell’alverare (e tendono a precipitare verso il basso). Potrebbe essere utile ruotare il coprifavo per somministrare il trattamento sublimato dall’alto, per creare una camera di sublimazione e per ottimizzare la distribuzione del prodotto all’interno dell’arnia. E’ preferibile applicare il sublimato durante i momenti in cui la maggior parte delle api è presente nell’arnia (mattina presto o sera tardi). La sublimazione non sarebbe da effettuare a temperature troppo basse in quanto il trattamento non avrebbe la sua efficacia con le api in glomere.

Riferimenti bibliografici

Formato, G., Giacomelli, A., Scaramozzino, P., Comini, A., Aquilini, E., Ermenegildi, A., Gallerini, D., Muscolini, C., Di Sirio, A., Bragagnolo, A., Pietropaoli, M., Scholl, F., (2010). Verifica dell’attivitá acaricida di acido ossalico sublimato in primavera in diverse condizioni di impiego. Lapis 7: 7-14. PDF

Pietropaoli M., Formato G. (2015). Considerazioni sulla mortalità delle regine in caso di ingabbiamento e contemporaneo trattamento antivarroa con timolo. Apitalia, 3: 17-18. PDF

Pietropaoli M., Giacomelli A., Pizzariello M., Badoni F., Milito M., Gobbi C., Scholl F., Formato G. (2013). Considerazioni su diverse tecniche di ingabbiamento della regina. L’Apicoltore Italiano N.2 – febbraio-marzo: 9-16. PDF

Giacomelli A., Pietropaoli M., Scholl F., Carvelli A., Scaramozzino P., Formato G. (2013). Varroa destructor e ingabbiamento della regina. Apitalia 9/2013: 20-21. PDF

Pietropaoli, M., Giacomelli, A., Scholl, F., Formato, G., (2010). L’ingabbiamento della regina. Apitalia: 11, 8-10. PDF

Stanca L., Saccares S., Giacomelli A., Marinelli E., Mengassini A., Peddis S., Formato G.(2008). Ingabbiamento primaverile delle regine associato a trattamento con sostanze organiche a basso impatto ambientale nella lotta a Varroa destructor. Apitalia, 9, 18-20. PDF

E' obbligatorio utilizzare solo farmaci veterinari registrati in Italia, seguendo le indicazioni presenti nel foglietto illustrativo.
E' necessario registrare i trattamenti nel registro dei trattamenti vidimato dalla autorità veterinaria pubblica.

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